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Laboratorio Matera, mille progetti e un cuore "grande-grande"

Corriere della Sera

22 Agosto 2016

Laboratorio Matera, mille progetti e un cuore "grande-grande"


Laboratorio Matera, mille progetti e un cuore grande-grande

Progetto. È questa la parola che ho sentito pronunciare con maggior frequenza nei tre giorni di viaggio tra Matera e Taranto. Un long weekend, quasi un tour de force d'incontri e visite, organizzato in poco tempo da Dino Angelaccio, architetto esperto di accessibilità universale, progettazione inclusiva e multisensoriale, per testare un itinerario sull'arco ionico basilico-pugliese costruito da Moreitaly. Non il classico percorso turistico proposto a persone disabili, ma un insieme di emozioni: visitare un'azienda vinicola trasformata in vine resort, la Tenuta del Barco di Emera, affacciata sul mare (la spiaggia è fruibile), conoscere Taranto e il suo prezioso centro storico, solcare le onde a caccia di delfini con il biologo marino Carmelo Fanizza su catamarano accessibile della Jonian Dolphin. E poi scoprire Matera, con due itinerari, uno nella città alta e uno fra i Sassi. Una delle tappe del nuovo percorso prevede una sosta nella più grande chiesa rupestre di Matera: San Pietro Barisano. Qui l'associazione "Oltre l'Arte" ha allestito un museo multimediale che consente, tramite la tecnologia, alle persone che hanno difficoltà motorie, di visitare sia San Pietro Barisano che gli altri edifici religiosi scavati nella roccia mentre le persone non vedenti hanno a disposizione plastici in scala che riproducono le più significative strutture rupestri del territorio. Ultima tappa i complessi turistici della costa, dal villaggio sull'acqua, Marinagri, ai resort di Nova Siri.

Laboratorio Matera, mille progetti e un cuore grande-grande

In tre giorni non ho testato tutto perché mi sono perso "a chiacchierare" con gli imprenditori del luogo. Ho respirato l'aria di quel Sud attivo, dinamico, in movimento che lontano dal clamore delle pagine di giornale lavora, pensa e agisce. Come tanti immaginavo un Meridione inchiodato, e così È ancora quando si affronta il tema burocrazia, e invece, in questo pezzetto d'Italia, ecco imprenditori e soprattutto giovani con la testa proiettata al futuro. Così scopri un luogo dove ti senti a casa, dove avverti che non sei il cliente diverso che viene accontentato "per obbligo di legge".

Così nascono gli alloggi, bungalow all'interno di un parco a 200 metri dalla spiaggia dotata di sedia job e passerella fino al mare, pensati dal titolare del Sira Resort, Nicola Rondinelli: «Quando ho ristrutturato questo complesso mi sono posto il problema. Non volevo la solita camera "sanitaria" con mille maniglioni e arredi brutti. Abbiamo progettato appartamenti confortevoli per tutti. E da quando la gente ha scoperto che sono "belli" come gli altri ma molto più comodi vanno a ruba. Tanto che penso che il nostro sia uno dei pochi resort in cui una stanza per disabili costi qualcosa in più rispetto a una normale». Oppure l'iniziativa dell'albergo diffuso Fra i Sassi Residence a Matera dell'architetto Cristina Amenta, difficilmente accessibile in sedia a rotelle, ma che presenta soluzioni d'avanguardia per i disabili sensoriali come numerose mappe o segni tattili che aiutano gli ospiti ad orientarsi nella struttura o il sistema Accessible Light 2, progettato da Consuelo Agnesi, architetto sordo esperto in progettazione multisensoriale, che consente di eliminare le barriere di comunicazione attraverso la traduzione e codificazione di avvisi sonori in segnalazioni luminose.

Così scopri location di rara bellezza come il centro congressi Casa cava, nel cuore di Matera, (una vecchia cava dal tetto piramidale - l'estrazione avveniva dall'alto - trasformata in una sala concerti dall'acustica spettacolare). Anche questi sono i Sassi, quelli che De Gasperi prima e Togliatti poi hanno definito la vergogna d'Italia e che oggi rinascono, parzialmente accessibili, anche grazie all'associazione SassieMurgia divenendo spazi per la comunità. «Si vuole riscoprire il senso del cortile, del vicinato - spiega Antonio Nicoletti, strategic planner del Comune di Matera - che c'era prima dello sfollamento dei Sassi per questioni igieniche. E se possibile lo facciamo con una visione inclusiva. Devono tornare ad essere un patrimonio per tutti». Già ecco il Sud che funziona. Il Sud come fucina di idee, d'innovazione, di pensiero solidale che trova concreta realizzazione e non rimane solo sulla carta. E il suo fulcro È proprio Matera, che si avvia a diventare nel 2019 capitale della cultura, il luogo dove non più di 2 anni fa È stato scritto il manifesto per la promozione dell'accessibilità universale.

Pensieri e parole, quelli scritti tra le altre cose con il contributo di Antonio Giuseppe Malafarina e Franco Bomprezzi che come tarli hanno eroso lentamente le convinzioni monolitiche di alcuni secondo le quali applicare i concetti di accessibilità in alcuni luoghi non sarebbe stato possibile. Non pensiate che i Sassi siano diventati di colpo accessibili, solo alcuni tratti sono stati "strappati" alle barriere fisiche e a quelle burocratiche. Già perché È complesso mettere tutti d'accordo sulla soluzione giusta, poco invasiva e rispettosa della morfologia e delle tradizioni del luogo. Un tentativo di fare sistema È però in atto. La Rete ionica, guidata da Antonello De Santis, riunisce una cinquantina di attività turistiche per quasi 15 mila posti letto. L'obiettivo È quello di far lavorare insieme Basilicata, Puglia e Calabria per valorizzare sia la bellezze architettoniche sia un mare che nulla ha da invidiare a stazioni balneari più conosciute in Italia. Ed ecco che per incentivare il turismo accessibile si pensa a un corso di sub per disabili, sfruttando e abilitando chi già insegna nei diving center della costa. Oppure si pensa di attrezzare un porticciolo, quello di Nova Siri, con barche a vela e corsi ad hoc. Magari sfruttando la consulenza del Comitato paralimpico per ipotizzare una Accademia dello sport proprio in Basilicata. I fondi? O attraverso bandi pubblici ed europei, anche frutto del progetto Matera 2019. Oppure "rischiando" di tasca propria. Se non sarà un business, sarà sicuramente un'azione fatta con il cuore.


Fonte articolo: di Simone Fanti per il Corrieredellasera.it
http://invisibili.corriere.it/2016/08/22/laboratorio-matera-mille-progetti-e-un-cuore-grande-grande/?platform=hootsuite

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